Cloudflare taglia il 20% della forza lavoro mentre l’IA aumenta la produttività nonostante ricavi record
Cloudflare sta licenziando circa 1.100 dipendenti — circa il 20% della sua forza lavoro — anche se i ricavi trimestrali hanno raggiunto il record di 639,8 milioni di dollari. Il CEO Matthew Prince afferma che la decisione riflette significativi aumenti di produttività guidati dall’adozione interna dell’IA, piuttosto che difficoltà finanziarie.

Cloudflare ha annunciato l’intenzione di licenziare circa 1.100 dipendenti, pari a circa il 20% della sua forza lavoro globale, nonostante l’azienda abbia registrato ricavi trimestrali record. La decisione inserisce il fornitore di infrastrutture web e cybersecurity in un elenco crescente di società tecnologiche che stanno ristrutturando il personale durante periodi di forte crescita dei ricavi, citando guadagni di efficienza trainati dall’intelligenza artificiale.
Ricavi record, ma perdite in aumento
Nell’ultimo rapporto sugli utili, Cloudflare ha registrato ricavi trimestrali pari a 639,8 milioni di dollari, in crescita del 34% su base annua e il livello più alto nella storia dell’azienda. Nonostante la forte crescita, le perdite nette sono aumentate a 62 milioni di dollari, rispetto ai 53,2 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il CEO Matthew Prince ha sottolineato che i licenziamenti non rappresentano una risposta a un indebolimento della domanda o a pressioni sui ricavi. Ha invece affermato che l’azienda non ha ancora raggiunto una redditività sostenuta, sebbene le perdite rimangano relativamente contenute in percentuale rispetto ai ricavi.
L’adozione dell’IA accelera la produttività
Secondo Prince, il principale fattore alla base della riduzione del personale è un forte aumento dell’adozione interna dell’IA. Da novembre dello scorso anno, Cloudflare ha ampliato in modo significativo l’uso di strumenti di intelligenza artificiale in vari reparti, generando sostanziali guadagni di produttività.
Solo negli ultimi tre mesi, l’utilizzo interno dell’IA sarebbe aumentato di oltre il 600%. Mentre i team di ingegneria hanno integrato l’IA nei flussi di lavoro di sviluppo, anche funzioni come risorse umane, finanza e marketing hanno incorporato strumenti di IA nelle operazioni quotidiane.
Prince ha descritto il cambiamento come il passaggio “dagli strumenti manuali agli elettroutensili”, sostenendo che alcuni dipendenti sono diventati due, dieci o addirittura cento volte più produttivi in specifiche attività.
Ristrutturazione dei ruoli di supporto, assunzioni in corso
Prima dei licenziamenti, Cloudflare impiegava circa 5.500 persone. L’azienda ha dichiarato che l’aumento dell’automazione e dei flussi di lavoro guidati dall’IA ha ridotto la necessità di determinati ruoli di supporto, contribuendo direttamente alla riduzione dell’organico.
Allo stesso tempo, Cloudflare prevede di continuare ad assumere in aree strategiche. Prince ha osservato che i dipendenti competenti nell’uso degli strumenti di IA sono più produttivi che mai e che l’azienda si aspetta che il numero totale di dipendenti nel 2027 superi qualsiasi livello raggiunto nel 2026, segnalando una riallocazione dei talenti piuttosto che una contrazione a lungo termine.
Un modello più ampio nel settore
La decisione di Cloudflare riflette una tendenza più ampia nel settore tecnologico. Aziende come Meta, Microsoft e Amazon hanno anch’esse attuato riduzioni del personale durante periodi di crescita dei ricavi, citando spesso l’efficienza operativa e l’integrazione dell’IA come fattori determinanti.
Questo sviluppo evidenzia un dibattito crescente nel settore tecnologico: man mano che i sistemi di IA aumentano la produttività su larga scala, le aziende potrebbero bilanciare sempre più l’espansione con strutture organizzative più snelle. Il risultato è una nuova fase in cui crescita dei ricavi e riduzioni della forza lavoro non sono più necessariamente in contraddizione.
Per Cloudflare, che fornisce servizi di prestazioni e sicurezza internet a milioni di siti web in tutto il mondo, la ristrutturazione segnala fiducia nell’IA come moltiplicatore operativo centrale, anche se restano interrogativi sulle implicazioni a lungo termine per l’occupazione nel settore tecnologico.